venerdì 20 novembre 2015

NAMASTE'...NEI GIORNI DELL'ODIO PAROLE DI PACE


Lo so, fa molto New Age e l’idea non mi fa impazzire, ma da quando ne conosco il significato sempre più spesso mi viene voglia di usare questa bellissima parola, al costo di passare per matta.
Come molti sanno Namasté (o anche Namaskar o Namaskara) è il tipico saluto indiano (usato in varie regioni dell’Asia), in cui la parola è accompagnata dal gesto delle mani giunte (namaskara mudra).
Non tutti sanno però che non significa “ciao” o “buongiorno”, ma ha un significato molto molto profondo, viene dal sanscrito e vuol dire: “il Dio che c’è in me si inchina al Dio che c’è in te”.
Adoro questo significato, che racchiude in sé una visione dell’umanità ben precisa, un’umanità divina, una visione che condivido pienamente.
Ognuno ha in sé il proprio Dio e quello deve onorare e rispettare più di ogni altra cosa per rapportarsi poi con il resto del mondo e riconoscere il Dio che c'è nel proprio vicino.
L’essere umano è sacro e nasce calato nella sacralità della Natura.
La società moderna porta sempre più a un allontanamento dal proprio essere divino e dal contatto con la Natura, bombardando di messaggi che distolgono l’attenzione da ciò che è interiore per proiettarla verso ciò che esterno artificiale e superficiale, capovolgendo valori e priorità.
Il rispetto verso se stessi, verso gli altri e verso la Madre Terra è fondamentale per vivere pienamente e in PACE.
Namasté

venerdì 13 novembre 2015

PATATINE CURCUMA E ERBE AROMATICHE



Le patate, bontà infinita, ingrediente dai mille risvolti culinari,sono ricche di proprietà, ma è bene non abusarne.
Nonostante l’idea che possano essere ingrassanti, le patate sono dei carboidrati complessi il che significa che gli zuccheri in esse contenuti, vengono assorbiti gradualmente non provocando sbalzi glicemici, ciò è da considerarsi un bene sia per chi ha problemi di glicemia, che per chi deve tenere a bada la fame.
Le patate inoltre contengono una buona quantità di potassio, per cui si possono considerare un aiuto contro la ritenzione idrica e l’ipertensione. E ancora, sono ricche di vitamina C che come sappiamo è un antiossidante e aiuta il buon funzionamento delle articolazioni. E’ consigliabile cuocerle con la buccia, perché è li che si trovano la maggior parte dei nutrienti (va da sé che per questo è necessario che siano biologiche).
Ma non è finita: le patate hanno un potere disinfiammante per tutto l’apparato digerente, non ho provato personalmente ma in diversi articoli ho letto che l’acqua di patate sarebbe un ottimo rimedio per problemi allo stomaco.
Il suo potere disinfiammante è facilmente sperimentabile quando ci si brucia, infatti se si applica prontamente sulla zona una patata tagliata, si allevia subito il dolore e si evita l’insorgere della tipica bolla da ustione. Personalmente quando i bambini erano piccoli trovavo efficace utilizzare l’amido di patate per gli arrossamenti della pelle.  
Perché non abusarne? Come ho imparato dalle mie ricerche sulle proprietà di alimenti, essenze e piante   “Tutto è veleno: nulla esiste di non velenoso. Solo la dose fa in modo che il veleno non faccia effetto” (Cit. Paracelso).
Nonostante tutte le sue qualità benefiche, la patata contiene solanina e piccolissime quantità atropina, la prima da alcuni studi sembra avere qualità antitumorali, la seconda antispastiche, ma entrambe le sostanze sono estremamente tossiche se assunte in quantità eccessive.
la solanina è maggiormente presente nelle patate germogliate e in quelle con delle parti verdi che sarà meglio destinare alla compostiera. Il miglior modo per evitare appunto che germoglino o diventino verdi, è  quello di conservarle in un luogo fresco asciutto e buglio, io le metto ben chiuse nei sacchetti di cartoncino riutilizzabili che danno nei negozi o al supermercato.
Ma ora veniamo alla nostra ricettina gustosa, nel titolo ho scritto patatine perché è così che le chiamano i bambini, che le amano come quelle fritte.
Quando finalmente ho deciso di provare le patate rosse chiedendo quale particolarità avessero, la ragazza del mercato mi rispose serafica: “ma niente sono uguali, solo cuociono prima e fanno una bella crosticina”… soloooo? Beh, qualità di tutto rispetto per una patata direi  ^_^
 
Ingredienti:

800g patate rosse
1 grossa cipolla bionda o rossa
2 cucchiaini rasi di curcuma in polvere
Olio evo

 

Procedimento:
Mettere a bollire una pentola di acqua, sbucciare le patate e tagliarle a spicchi, tuffarle nell’acqua bollente, chiudere il coperchio, aspettare una trentina di secondi da quando l’acqua torna a bollore e scolarle.
Condire le patate con olio cipolla tagliata sottile, curcuma e sale aromatizzato. Versare in una teglia e infornare a 230° finche le patate non saranno ben dorate (nel mio forno ci vogliono circa 35 min). 


 

martedì 10 novembre 2015

PAN D'ARANCIO SENZA UOVA


Serviva una torta veloce veloce per la colazione, volevo evitare l’uovo, perché, come ho detto, iniziano già a scarseggiare, e avevo un gran desiderio di pan d’arancio, così ho raccolto un’arancia, anche se ancora non sono ben mature e ho buttato giù questa.
Il risultato è stato sorprendente, una bella consistenza, morbida ma non sbriciolosa el'aroma forte dell'arancia dato dalla scorza. Piace a tutti, adulti e piccini.
Ingredienti:
150g  farina g.duro integrale
150g  farina g.duro rimacinata
130 zucchero canna integrale
½ bustina (c.ca 9g) cremor tartaro
1 arancia intera
110 olio mais
100 yogurt bianco bio
Acqua q.b. 

Procedimento:
Lavare bene l’arancia, eliminare le estremità della scorza, tagliare a pezzi e poi frullare tutto, aggiungere l’olio e sbattere con lo zucchero, poi aggiungere lo yogurt, mescolare e per ultimo unire le farine setacciate con il cremor tartaro. Ammorbidire l’impasto aggiungendo poca acqua, il composto dovrà rimanere comunque molto denso.
Infornare a 180° per circa 30 min.

 

 


mercoledì 4 novembre 2015

BISCOTTI CON FARINA DI MAIS BRAMATA AL PROFUMO D'ARANCIA E CANNELLA


Per errore l’altro giorno, anziché la fioretto, ho comprato la farina di mais bramata, proprio quella che serve a fare la polenta con la cottura lunga lunga.
L’avevo presa per aggiungerla all’impasto di biscotti e torte, per diminuire l’apporto di glutine, ma resami conto dell'errore, subito ho dato un'occhiata su internet per trovare qualche ricetta, risultato: niente…con la bramata si fa ufficialmente solo la polenta!
Però io testarda, da quando era in casa ogni tanto l’andavo a guardare ed ero tentata di provare lo stesso a fare i biscotti.
Ieri sera mi sono decisa.  Esperimento riuscitissimo, una bella consistenza granulosa e croccantina, tipo quella dei biscotti ai cereali, e un sapore ottimo, tanto che ho temuto non arrivassero alla colazione.
La prima arancia colta quest’anno per l’occasione ha contribuito a far spandere per la casa un odorino meraviglioso. 

Ecco la ricetta fresca fresca:
100g farina mais bramata
200g farina g.duro integrale
200g farina g. duro rimacinata
10g cacao amaro
130 zucchero canna integrale
175 olio mais
Una grattugiata mooolto generosa di cannella
c.ca 1 cm di zenzero fresco grattugiato
Scorza grattugiata di un arancia piccola
Il succo dell’arancia stessa
c.ca 50 ml di acqua (ma come sempre provate un po’ alla volta) 

Procedimento
Setacciare tutte le farine e il cacao, aggiungere lo zucchero, l’olio, la scorza e il succo d’arancia e la cannella. Amalgamare bene prima con il cucchiaio e poi con le mani, in modo da rendere il composto abbastanza omogeneo, cercando di schiacciare eventuali grumi. Infine iniziare ad aggiungere l’acqua, pochissimo alla volta, continuando ad amalgamare finchè non diventa possibile compattare l’impasto in una palla.
La consistenza risulterà molto morbida e granulosa, facile da stendere, ma attenzione al passaggio dalla stesura alla teglia. Io ho steso l’impasto tra due fogli di carta forno lasciandolo abbastanza spesso, con estrema delicatezza ho messo i biscotti crudi sulla teglia ricoperta di carta forno, e ho infornato a 180° per circa 15 min.
Da rifare subito, questi dureranno ben poco!

sabato 31 ottobre 2015

TORTA INTEGRALE DI GRANO DURO CON AVOCADO COCCO E CIOCCOLATO

Un forte temporale la settimana scorsa ha spezzato un ramo del nostro amatissimo Avocado, dando così il via al consumo stagionale (un po’ prematuro) di questo meraviglioso frutto.
Dopo insalate, salse, ma anche gustose cucchiaiate al naturale, ho finalmente avuto modo di provare la torta che avevo in mente da qualche mese, sostituendo l’uovo e parte dell’olio appunto con l'avocado.
Ho fatto un bel ciambellone e, come si vede dalla foto, l’esperimento ha riscosso un gran successo sia tra i piccoli che tra gli adulti, infatti non sono riuscita neanche a fotografarlo ancora intero, ma direi che va bene così.
La cosa mi rende davvero soddisfatta, perché ora che le uova iniziano a diminuire - perché non tutti lo sanno, ma anche le uova hanno una stagionalità - potrò agevolmente sostituirle con l’avocado, passando da un autoproduzione all’altra...se così si può dire.
 
INGREDIENTI
50 g cocco disidratato ridotto a farina
10g cacao
120 farina di g.duro rimacinato
120 farina g. duro integrale
½ bustina (c.ca 9g) di cremor tartaro
60 olio mais
140 zucchero canna integrale
70ml latte vegetale (cocco o mandorle, io ho usato riso e mandorle)
30g cioccolato
230 circa acqua
100g avocado già pulito  

Procedimento
Semplicissimo! Schiaccio l’avocado con la forchetta fino a ridurlo in una crema più omogenea possibile, aggiungo lo zucchero, l’olio, parte del latte vegetale e monto il tutto con la frusta (io lo faccio a mano: fa bene alle braccia, risparmio energia elettrica, acqua, detersivo e tempo per pulire), finchè non è tutto ben amalgamato e il composto inizia a  schiarirsi un po’.
A parte setaccio le farine, compreso il cacao e a queste unisco il cocco grattuggiato ridotto a farina con un tritatutto (io lo faccio con il macinacaffè che ho comprato per tritare i semi).
Verso tutti i liquidi sul primo composto, aggiungo le farine e il cioccolato che ho per metà grattuggiato e l’altra metà ridotto manualmente a scaglie più grossolane.
Amalgamo bene il tutto e verso nello stampo oliato e infarinato. Cuocio a 180° circa 40 min, ma ricordiamoci che il tempo di cottura dipende sempre dal forno.